SINOSSI
Il desiderio di riscatto di Mehdi da un passato di umiliazioni simboleggiato da una pesante porta antica lo conduce in un viaggio catartico verso la distruzione della porta per mezzo del fuoco purificatore.
 
  NOTE DI REGIA
Tutto ha avuto inizio in un caldissimo sabato pomeriggio di ottobre ad Hammamet. Terminate le solite riunioni fine-settimanali, durante la lavorazione di un film televisivo di genere epico-romano, io ed il mio assistente, Moez Ben Hassen, sceneggiatore del corto, ci guardavamo intorno cercando spunti di discussione. Mi chiesi perché mi trovassi per la quarta volta in tre anni in Tunisia a girare un film che nulla o poco aveva a che vedere con le meraviglie che un paese ancora "vergine" racchiude nel suo territorio. Chilometri e chilometri di pellicola girati in Tunisia per dar vita a storie di santi e di antichi eroi romani, mentre la Tunisia vivente, con le sue storie passate e presenti desiderose di essere raccontate, passava accanto alla pellicola senza poterla impressionare. Moez non esitò a schernirmi dicendo che ero stato io a coinvolgerlo ogni volta in quelle produzioni epico-romane. Io fui abbastanza pronto a replicare: "Se tu avessi uno straccio di idea su questo tuo mondo che io amo pur non conoscendolo profondamente quanto vorrei, sarei disposto ad amarla e nutrirla insieme a te". Da qui cominciò, in modo del tutto fortuito, la nostra collaborazione per questo progetto.
 
Quanto sono importanti le porte nella nostra vita? Pensate alle innumerevoli espressioni in cui esse sono citate: "le 7 porte del paradiso", "la porta dell'Ade", la più banale "porta del cuore". E ancora, le porte dietro le quali si custodiscono oggetti di incalcolabile valore o le porte che custodiscono il segreto di una stanza in cui si consuma l'amplesso di due amanti. Da una porta può dipendere lo stato d'animo di un individuo. Quante porte aperte abbiamo trovato nel corso della nostra vita e quante, invece, ne abbiamo trovate chiuse? Quante porte, infine, ci sono state sbattute in faccia facendo nascere in noi un indicibile dolore?
Dalla Porta assunta quale metafora di amori, gioie, dolori, umiliazioni o più semplicemente di vita, nasce il nostro progetto, che ha la pretesa, spero non delusa, di tendere verso una forma di poesia attraverso le immagini, secondo l'equazione per cui un lungometraggio sta alla prosa come un corto sta alla poesia.
 
Il mio corto "canta" di Mehdi, un uomo tunisino dalle origini modeste che, fatta fortuna in Europa, torna nella sua terra natale, nella casa della fanciulla che è stata l'amore della sua vita, per riscattare la propria vita da una serie di umiliazioni subite in giovane età a causa delle sue umili origini. La distruzione della porta che ha a lungo separato Mehdi adolescente dal suo giovane amore è simbolicamente l'unica via per liberarsi da un passato di offese e frustrazioni. Sotto quella porta si sono consumate numerose scene di felicità e di dolore per Mehdi e la sua compagna di giochi infantili. La narrazione, esplicitamente svuotata da elementi di narrazione naturalistici, è scandita da una serie di flash-back il cui racconto visivo si impasta con il piano narrativo principale, non collocando mai lo spettatore in nessuno dei tempi narrativi.
Scardinata la porta ha inizio il lungo viaggio catartico di Mehdi, porta al seguito, verso un luogo indefinito, metafisico, il deserto del tribunale della memoria. In questo viaggio i paesaggi, prima verdeggianti e mediterranei, si fanno sempre più aridi. La porta è trascinata nella polvere, secondo la ripetizione di un gesto epico che richiama l'umiliazione dei cadaveri degli sconfitti nell'Iliade. Mehdi avanza nella sabbia  portando sulle spalle il peso della porta e di ciò che essa rappresenta, con fatica e sofferenza, come un cristo abbandonato che trascina da solo la sua croce di dolore. Le umiliazioni, però, persistono nella memoria e la porta non sembra volersi scalfire nonostante la rabbia e la determinazione di Medhi. Solamente il fuoco, elemento purificatore, è in grado di incrinare la solidità della materia lignea, infiammando la porta e tutti gli scheletri che essa contiene; un fuoco misterioso che si spande sui legni pregiati dell'imponente monolite in un'atmosfera magica e carica di paure ancestrali. Un immenso falò si staglia nel cielo del deserto pre-Sahariano, offuscato da una tempesta di sabbia che lo rende cupo e soffocante. Da ciò che resta della porta arsa dal fuoco emerge un ultimo messaggio del passato, una voce d'amore e di dolore, di rabbia e conforto, che lascia Mehdi e lo spettatore scossi e confusi nella notte del deserto, in balìa di una poesia silenziosa che riecheggia nel più profondo dei sentimenti umani.
 
 
  BAB AL SAMAH - FESTIVAL e PREMI
 
 54° TAORMINA FILM FEST 2008 - Miglior cortometraggio
14°MEDFILM FESTIVAL 2008 - Miglior cortometraggio italiano
16° ARCIPELAGO FILM FESTIVAL 2008 - Miglior fotografia
13° SIENA INT’L SHORT FILM FESTIVAL - Menzione speciale della giuria
NASTRI D’ARGENTO 2008 - Menzione speciale della giuria per l’impianto tecnico e narrativo
ITALIAFILMFEST 2009 - “PER IL CINEMA ITALIANO” - Premio Michelangelo Antonioni per il miglior cortometraggio
5° DUBAI INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2008 - Arabian Nights
25° TEHERAN INTERNATIONAL SHORT FILM FESTIVAL 2008 - In competizione (Film sul Mondo Islamico)
22° JOURNEES CINEMATOGRAPHIQUES DE CARTHAGE TUNISI - Evento speciale
N.I.C.E. FILM FESTIVAL 08-09 - Evento speciale
    NEW YORK in collaborazione con Tribeca Film Festival
    SAN FRANCISCO in collaborazione con San Francisco Film Society
    MOSCOW
    SAN PIETROBURGO
    AMSTERDAM
    L’AIA
1° ISTANBUL ITALIAN FILM FESTIVAL - Panorama Corti
 
 
  SCHEDA TECNICA
 
CAST ARTISTICO:
Mohammed Sayari (Mehdi 50 anni)
Fabrizio Bucci (Mehdi 20 anni)
Mohammed Kouka (Mahmoud)
Montassar Maagli (Mehdi 8 anni)
Serena Napoli (Figlia di Mahmoud 8 anni)
 
CAST TECNICO:
Regia: Francesco Sperandeo
Sceneggiatura: Moez Ben Hassen – Nizar Kaabi – Francesco Sperandeo
Prodotto da: Antonio Sperandeo – Francesco Sperandeo
Produttori Esecutivi: Salvatore Morello – Corrado Trionfera
Fotografia: Giovanni Galasso
Musiche Originali: Ziad Trabelsi (Orchestra di piazza Vittorio)
Suono di presa diretta: Fabio Santesarti
Montaggio Video: Michele Sblendorio
Casting: Moez Ben Hassen
 
NOTE TECNICHE:
Durata: 15 minuti
Formato: 35mm (1.76:1)
Lingua originale: Arabo
Sottotitoli: Italiano, Francese, Inglese
Macchine da Presa: Arri
Pellicole: Kodak
Output Audio: Dolby Digital 5.1
Locations Riprese: TUNISIA (Tunisi, Hammamet, Tozeur, Tamerza, Redeyef)
B A B    A L    S A M A H
P R E S S B O O K
Copyright © Francesco Sperandeo
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filmography
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